I 15 libri di Paddington: la storia dell'orso e dell'autore

Paddington lo conoscono tutti: il cappotto blu, il cappello rosso, i panini con la marmellata d'arance. Molti lo hanno però incontrato prima al cinema o in televisione che sulle pagine dei libri. Eppure la sua storia nasce proprio lì, nei libri di Michael Bond, a partire dal 1958.
Il 2026 è un anno particolare: il 13 gennaio 1926 nasceva Michael Bond, e quindi quest'anno ricorre il centenario della sua nascita. È una buona occasione per tornare all'originale, scoprire com'è nato l'orso Paddington e capire quali sono i libri scritti da Bond, tra le molte versioni più o meno commerciali che si trovano in giro.
Chi era Michael Bond
Michael Bond nacque a Newbury, nel Berkshire, il 13 gennaio 1926, e morì a Londra il 27 giugno 2017, a 91 anni. Crebbe a Reading, e della sua infanzia ricordava soprattutto una cosa: i libri in casa.
«Credo che la cosa più preziosa che si possa dare a un bambino sia il proprio tempo. E la seconda sia accendere l'interesse per i libri. Crescere con i libri come se fossero parte dell'arredamento, e una storia letta la sera prima di dormire, è un ottimo inizio nella vita. Da piccolo non sono mai andato a letto senza una storia.»
La scuola che frequentava era invece tutt'altro che idilliaca. Bond la lasciò a 14 anni e iniziò a lavorare come fattorino presso lo studio di un avvocato locale. L'anno dopo stava già lavorando per la BBC come giovane apprendista in un piccolo trasmettitore a Reading, grazie alla sua passione per gli amplificatori e le radio autocostruite.
La sua esperienza durante la Seconda guerra mondiale ebbe un ruolo importante nel diventare scrittore. Durante il bombardamento di Reading del 10 febbraio 1943 si trovava in un edificio della città che venne colpito: l'incursione provocò 41 morti. Bond divenne quindi volontario nella RAF (Royal Air Force), ma fu congedato perché soffriva di un mal d'aria acuto; prestò allora servizio nel Middlesex Regiment fino al 1947.
È lì che diventò scrittore, quasi per caso: durante il servizio al Cairo trovò una macchina da scrivere in caserma e ci compose il suo primo racconto, che la rivista London Opinion gli comprò per sette ghinee. Fu quello, disse, a fargli pensare che «non gli sarebbe dispiaciuto fare lo scrittore».
Alla fine della guerra, tornò a lavorare per la BBC dove divenne cameraman, su show come Blue Peter. Il suo primo libro A Bear Called Paddington, venne pubblicato da Collins nel 1958. Visto che il successo di Paddington cresceva, nel 1965 lasciò il lavoro di cameraman per diventare uno scrittore a tempo pieno.
Oltre a Paddington, Bond creò altri personaggi per bambini, tra cui la cavia Olga da Polga, e scrisse anche la serie per adulti dedicata all'ispettore gastronomico Monsieur Pamplemousse. Nel 1997 ricevette l'OBE (Officer of the Order of the British Empire) e nel 2015 il CBE (Commander of the Order of the British Empire), entrambi per il contributo alla letteratura per l'infanzia. I suoi libri di Paddington hanno venduto più di 35 milioni di copie nel mondo e sono tradotti in oltre 40 lingue.
Come è nato Paddington
La storia comincia alla vigilia di Natale del 1956. Bond stava facendo compere natalizie a Londra quando vide un orsacchiotto rimasto solo su uno scaffale — «aveva un'aria piuttosto sconsolata», raccontò. Lo comprò come regalo per la prima moglie, Brenda. L'orsetto finì nel loro appartamento a Little Venice, non lontano dalla stazione di Paddington.
Nel 1958 Bond si trovò davanti a un foglio bianco e una macchina da scrivere:
«Il primo libro nacque come uno scarabocchio, davvero, perché avevo un foglio bianco e una macchina da scrivere e sai che nessun altro ci metterà delle parole sopra se non lo fai tu. Mi guardavo intorno nella stanza e c'era questo orsetto, che era stato un regalino per la mia prima moglie, e mi sono chiesto, così per passare il tempo, cosa sarebbe successo se fosse stato un orso vero arrivato alla stazione di Paddington, e ho battuto le prime parole. L'idea mi stuzzicò la fantasia.»
Da lì scrisse il primo libro in dieci giorni. Il manoscritto passò al suo agente, Harvey Unna, e fu rifiutato da sette editori prima di arrivare da Collins, che lo comprò per 75 sterline. A Bear Called Paddington uscì nel Regno Unito il 13 ottobre 1958, con le illustrazioni di Peggy Fortnum.
Una curiosità: nelle prime stesure Paddington veniva dall'Africa. Tuttavia il suo agente Unna fece notare a Bond che in Africa gli orsi non ci sono. Così l'orso arrivò dal Perù e diventò per la precisione un orso dagli occhiali, l'unica specie di orso sudamericana.
Chi è Paddington
Quando la famiglia Brown incontra Paddington alla stazione, l'orso ha con sé una vecchia valigia e un cartellino: «Per piacere, abbiate cura di questo orso. Grazie». Non è soltanto un espediente narrativo.
Bond spiegò che l'immagine veniva dai bambini evacuati durante la guerra, che vedeva passare dalla stazione di Reading:
«Avevano tutti un cartellino al collo con nome e indirizzo, e una valigetta o un pacco con dentro tutto quello che avevano di prezioso. Quindi Paddington, in un certo senso, era un profugo — e credo che non ci sia spettacolo più triste dei profughi.»
Paddington viene quindi adottato dalla famiglia Brown. Per questo la sua storia si legge anche come una storia di accoglienza, appartenenza e adattamento.
Nonostante la sua storia travagliata, è un orsetto eternamente ottimista: «torna sempre alla carica, per quante volte le sue speranze vengano deluse». Pur partendo sempre dalle migliori intenzioni, riesce puntualmente a cacciarsi nei guai e sempre a cavarsela. Inoltre è un orso che non ha paura di farsi valere: ha una sola arma, lo sguardo severo (hard stare) che gli ha insegnato la zia Lucy, e non ha paura di usarlo verso l'alto.
Uno dei personaggi più importanti per Paddington è Mr Gruber, l'antiquario rifugiato di Portobello Road con cui Paddington prende il cacao delle undici. Bond si ispirò al suo stesso agente Unna, ebreo tedesco fuggito dalla Germania poco prima della guerra: «Stava per essere nominato il più giovane giudice della Germania quando qualcuno gli mandò un messaggio dicendogli di andarsene subito dal paese, avevano visto il suo nome su una lista. Così arrivò con circa dieci sterline in tasca.»
Cosa rende particolari i libri di Paddington
La formula dei libri è quella delle brevi avventure autoconclusive. Il primo volume contiene otto racconti indipendenti: Paddington incontra i Brown alla stazione, fa il suo primo bagno (disastro), prende la metropolitana (caos), si perde durante lo shopping, conosce Mr Gruber, va a teatro e crede che quello che vede sia reale, partecipa a una gara di castelli di sabbia, riceve un kit da prestigiatore per il compleanno. E così sono anche gli altri libri: ricchi di guai e disavventure di questo orsetto ingenuo, gentile, ottimista e sempre pronto a fare la sua parte.
È una struttura perfetta per la lettura ad alta voce: un'avventura per sera, senza bisogno di ricordare una trama lunga per capire il capitolo dopo. E siccome ogni racconto è chiuso, si può anche saltare o rileggere più volte il proprio preferito.
L'immagine classica di Paddington nasce dalle illustrazioni di Peggy Fortnum (1919-2016), a penna e china, in bianco e nero. È un Paddington più magro e meno “peluche” rispetto a quello diventato familiare attraverso il merchandising e i film: poche linee nervose, e un'aria perennemente indaffarata.
La sua storia merita uno spazietto dedicato. Fortnum studiò brevemente arte, poi si arruolò nell'Auxiliary Territorial Service durante la guerra, dove fu investita da un camion e ne uscì con ferite gravi e una lunghissima convalescenza. Tornò a studiare, insegnò, disegnò tessuti, e finì per illustrare quasi ottanta libri. Nel 2006 una delle sue tavole di Paddington fu scelta dalla Royal Mail per un francobollo dedicato agli animali della letteratura per l'infanzia.
Se vi capita di vedere un Paddington di Fortnum a colori, sappiate che il colore non è suo: le sue tavole in bianco e nero sono state riprese e colorate in seguito, soprattutto da Mark Burgess — lo stesso illustratore che ha colorato i disegni di E. H. Shepard per Winnie Puh. Due orsi diversi, la stessa mano a dargli il colore.
Negli anni altri illustratori hanno lavorato su Paddington: Ivor Wood, che ne creò la versione animata per la televisione negli anni Settanta, Fred Banbery per i primi albi, David McKee — sì, quello di Elmer — negli anni Ottanta, e dal 1997 l'americano R. W. Alley, illustratore ufficiale ancora oggi.
I molti libri di Paddington
Sotto il nome Paddington sono stati pubblicati moltissimi libri: alcuni scritti da Bond, molti altri soltanto derivati. In tutto Bond ne firmò ventinove, l'ultimo uscito postumo. Le raccolte di racconti “classiche” sono quindici, pubblicate in due tempi separati da ventinove anni di silenzio. Oltre a questi quindici, Bond pubblicò anche albi illustrati e altri volumi di Paddington.
Il ciclo originale — 1958-1979
- A Bear Called Paddington — 1958
- More About Paddington — 1959
- Paddington Helps Out — 1960
- Paddington Abroad — 1961
- Paddington at Large — 1962
- Paddington Marches On — 1964
- Paddington at Work — 1966
- Paddington Goes to Town — 1968
- Paddington Takes the Air — 1970
- Paddington on Top — 1974
- Paddington Takes the Test — 1979
Il ritorno — 2008-2017
- Paddington Here and Now — 2008
- Paddington Races Ahead — 2012
- Love from Paddington — 2014
- Paddington's Finest Hour — 2017
Uno solo si stacca dal formato: Love from Paddington, che è epistolare e ripercorre la vita dell'orso attraverso le lettere che scrive alla zia Lucy in Perù.
Bond scrisse anche albi illustrati destinati a bambini più piccoli, con testi brevi e un ruolo maggiore delle immagini:
- Paddington's Garden (1972)
- Paddington at the Tower (1973)
- Paddington at the Zoo (1984)
- Paddington and the Knickerbocker Rainbow (1985)
- Paddington's Painting Exhibition (1985)
- Paddington at the Fair (1985)
- Paddington at the Palace (1986)
- Paddington's Magical Christmas (1988)
- Paddington Bear and the Busy Bee Carnival (1998)
- Paddington Goes to Hospital (2001)
- Paddington and the Grand Tour (2003)
- Paddington at St Paul's (2018)
Molti di questi sono illustrati da R. W. Alley. Paddington at St Paul's è uscito nel 2018, dopo la morte di Bond, ma si basa su un suo testo. Ci sono anche due raccolte particolari in cui la storia di Paddington si interseca con quella di Blue Peter, il programma TV su cui aveva lavorato Bond: Paddington's Blue Peter Story Book (1973) e Paddington on Screen (1980).
Esistono poi libri tratti dai film, dalla serie animata, libri-gioco e adattamenti, che non sono stati scritti da Michael Bond. Per distinguerli è importante far caso alla copertina: se c'è scritto solo «Michael Bond» è suo; se c'è “tratto da”, “basato su” o “dalla serie TV”, no. E dopo il 2018 non esiste testo nuovo di Bond.
In italiano
La prima traduzione italiana di A Bear Called Paddington risale al 1962: uscì per Vallecchi con il titolo L'orso del Perù, tradotta da Donatella Ziliotto e Isabella Errico. Ziliotto (1932-2025) è la persona che ha portato in Italia Pippi Calzelunghe, e dopo di lei Tove Jansson, Michael Ende, Roald Dahl, Harry Potter.
Quale Paddington scegliere
Molti titoli sono stati tradotti negli anni, ma oggi in italiano se ne trovano due soltanto.
È il primo volume del 1958, con gli otto racconti originali e le illustrazioni a china di Peggy Fortnum.
È il primo capitolo — l'incontro alla stazione, davanti all'Ufficio degli Oggetti Smarriti — riscritto in forma breve e a colori, con gli acquerelli di R. W. Alley.
Per gli altri conviene provare in biblioteca o nell'usato. Oppure leggerli in inglese, che è meno spaventoso di quanto sembri: Bond scrive frasi corte e un inglese piano, senza giochi di parole intraducibili. L'ostacolo vero non è la lingua ma il lessico domestico britannico degli anni Cinquanta — gli elevenses, i grandi magazzini, le vacanze al mare. Con un adulto accanto che spiega, dai 7-8 anni è una prima lettura in originale molto più abbordabile di quanto si creda.
Se volete provarci, ci sono tre edizioni inglesi che vale la pena conoscere.
Per cominciare senza impegnarsi ci sono i volumi singoli, che costano poco. Se invece volete tutte le storie, The Classic Adventures of Paddington Bear è il cofanetto con i quindici libri separati — bello da vedere in libreria e comodo da leggere uno per volta. The Complete Adventures of Paddington raccoglie invece le storie classiche in un volume unico, illustrato da Fortnum e Alley: va bene per un regalo, ed è l'opzione più economica per pagina.
Se cercate un regalo, How to Be More Paddington: A Book of Kindness è una raccolta di citazioni tratte dai libri, con le illustrazioni originali di Peggy Fortnum: pagine con disegni ad ampio respiro sull'amicizia, la famiglia, la gentilezza. Il colore è di Mark Burgess: alcune tavole restano a china, altre sono colorate, e l'alternanza dà equilibrio al volume. Non è un libro di storie, ma ci fa avvicinare al personaggio di Paddington, le sue peculiarità e il suo gran cuore.
Da che età, in breve:
- 3-4 anni: l'albo illustrato, che è una storia sola con le figure a colori
- 5-6 anni: la raccolta di racconti, ma letta ad alta voce, un'avventura per sera
- dai 6-7 anni: la raccolta di racconti, anche da soli
Paddington al cinema e in televisione
È il caso raro di un personaggio per bambini i cui adattamenti sono considerati, dalla critica, migliori della media del cinema per famiglie. Di solito con i classici succede il contrario.
I film
Paddington (2014), di Paul King, con la voce di Ben Whishaw — doveva essere quella di Colin Firth, che si sfilò in post-produzione — e Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Julie Walters, Jim Broadbent e Nicole Kidman nei panni della tassidermista. Ottenne due candidature ai BAFTA.
Paddington 2 (2017), sempre di King, con Hugh Grant nei panni dell'attore in disgrazia Phoenix Buchanan, è il piccolo capolavoro della serie. Il 18 gennaio 2018 divenne il film più recensito di sempre a restare al 100% su Rotten Tomatoes — oggi è al 99%. Ha un'estetica che tutti hanno accostato a quella di Wes Anderson — inquadrature simmetriche, colori pastello, case aperte come case di bambola, una sequenza girata dentro un libro pop-up — anche se il regista cita altre ispirazioni. Ebbe tre candidature ai BAFTA senza vincerne nessuna e, curiosamente, nemmeno una all'Oscar. È dedicato a Michael Bond, morto pochi mesi prima dell'uscita.
Paddington in Perù (2024), esordio alla regia di Dougal Wilson, porta l'orso e i Brown in Amazzonia sulle tracce della zia Lucy, con Olivia Colman e Antonio Banderas. Accoglienza buona ma non entusiasta.
La televisione
La serie animata più amata resta la prima: la serie BBC del 1976, cinquantasei episodi realizzati da Ivor Wood con una tecnica che mescolava disegno piatto e stop-motion. Paddington era un pupazzo tridimensionale che si muoveva dentro fondali bidimensionali e disegnati, ed essendo stop-motion non è invecchiato.
La serie animata in circolazione oggi è Le avventure di Paddington (2019-2025), in computer grafica, prodotta da Blue-Zoo e Nickelodeon: un Paddington più piccolo che ogni sera racconta alla zia Lucy cosa ha scoperto, con la voce di Ben Whishaw, la stessa dei film. Ha vinto l'Annie Award 2021 come miglior serie d'animazione per l'età prescolare e, nello stesso anno, il Daytime Emmy di categoria. È pensata per bambini di 3-6 anni e, se la guardate in lingua originale, potrete godervi un adorabile accento britannico.
A teatro
Paddington: The Musical ha debuttato il 30 novembre 2025 al Savoy Theatre di Londra, musiche e testi di Tom Fletcher, copione di Jessica Swale, regia di Luke Sheppard. L'orso è affidato a due interpreti insieme, una in scena e uno alla voce e alle espressioni del muso. Ha avuto molto successo.
Se volete regalare Paddington
C'è un motivo per cui il peluche di Paddington ha gli stivaletti di gomma, e non è estetico. Il primo pupazzo commerciale nacque nel 1972 da Gabrielle Designs, una piccola impresa familiare di Shirley e Eddie Clarkson, che ne fecero il prototipo come regalo di Natale per i figli Joanna e Jeremy — sì, quel Jeremy Clarkson. Shirley infilò all'orso un paio di stivaletti da pioggia semplicemente perché stesse in piedi da solo. I primi esemplari calzavano vere scarpine da bambino della Dunlop, finché la produzione non riuscì più a stare dietro alla domanda e l'azienda cominciò a stamparsi gli stivali per conto proprio, con le impronte delle zampe modellate sotto la suola.
Il dettaglio bello è che il libro seguì il pupazzo: in Paddington Marches On, del 1964, l'orso riceve degli stivali di gomma per Natale. Il duffle coat blu, invece, non è un'invenzione del pupazzo o dell'illustratrice Fortnum: arriva nel quarto racconto del primo libro, quando la signora Brown porta Paddington a fare compere e glielo prende ai grandi magazzini.
Se ne volete uno fedele, il Paddington classico di Rainbow Designs ha gli stivaletti e la valigia, due elementi che nella storia contano molto. Altrimenti uno più semplice ed economico è la versione seduta.
Per i più piccoli c'è invece il Dress Me Paddington, fornito di quattro completi da cambiare e legato alla serie animata.
Perché continua a funzionare
Michael Bond scrisse di Paddington per quasi sessant'anni, dal 1958 fino a pochi mesi prima di morire. Alla domanda su cosa rendesse l'orso così amato rispondeva con una frase sola: «è eternamente ottimista e torna sempre alla carica», per quante volte le sue speranze vengano deluse.
R. W. Alley, che lo disegna dal 1997, aggiunge l'altra metà: «Paddington non ha un osso cattivo in corpo. È per questo che è durato. Quello, e il fatto che è un outsider. Ha una valigia. Cerca sempre di adattarsi.»
A differenza di Winnie Puh, che vive in un mondo protetto e fermo, Paddington non invecchia ma il mondo intorno a lui sì. Ogni libro è ambientato nel presente in cui è stato scritto, e l'orso ci si muove dentro come un estraneo che fa domande. È un modo di guardare le cose che è tipico dei bambini.
Se quindi volete conoscere davvero Paddington conviene tornare a quella stazione londinese, dove è arrivato un piccolo orso con solo una valigia e un cartellino appeso al collo. È da lì che comincia tutto.
Fonti principali: l'intervista di Michael Bond a The Guardian (28 novembre 2014), da cui provengono le sue citazioni dirette; le voci enciclopediche su Michael Bond, Paddington Bear e Peggy Fortnum; i dati di Rotten Tomatoes aggiornati a settembre 2026.
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