
Autore e illustratore: Gek Tessaro
Editore: Lapis
Età: 4-5 anni
Tags: Musica, Natura, Filastrocche
Formato: Illustrato
Una strega che ama il baccano, le urla e i rumori più brutti fa sparire la musica dal mondo, ma non ha fatto i conti con le voci più piccole: un tarlo nell'armadio, un grillo, il vento fra le foglie, le rane e la pioggia, che un suono dopo l'altro diventano un coro. Gek Tessaro racconta in rima e con i suoi collage di carta dipinta una storia di resistenza e di speranza, che celebra la musica in tutte le sue forme, dai concerti ai piccoli suoni della natura.
Compra su AmazonChe cosa succederebbe se un giorno la musica sparisse dal mondo? Niente più violini, niente più serenate, teatri muti e orchestre senza note. È il sogno della strega di Facciamoci sentire, albo scritto e illustrato da Gek Tessaro e pubblicato da Lapis. Un libro che intreccia fantasia, ritmo e poesia per raccontare ai bambini il valore delle voci, della libertà di esprimersi e della forza che nasce quando si smette di restare in silenzio.
Al centro della vicenda c'è una strega piuttosto particolare: ama il baccano, le urla, i litigi e i rumori più sgradevoli, ma non sopporta la musica. Violini, serenate, canzoni e armonie sono per lei un'intollerabile seccatura. Decide così di ricorrere alla magia per cancellare ogni melodia dal mondo. Tacciono le sale da concerto, i teatri, perfino le bande all'aperto. Soddisfatta, la strega se ne va a dormire, ma nell'armadio c'è un tarlo che fischietta. E, piano piano, anche i suoni della natura cominciano a farsi sentire: cori di grilli, concerti di foglie e respiro del vento. La strega si lamenta e un ragnetto le spiega, senza tanti complimenti, quello che non ha capito:
Era stupido e vuoto
il tuo sogno più brutto
perché musica è vita
ed è qui e dappertutto
La strega ha sottovalutato due faccende. La prima è la vocina isolata di un insetto, «un cosino da niente, ha una voce piccina, quasi neanche si sente». Quando però a questa si aggiungono le voci di tutti gli altri insettini, nasce un bellissimo coro, potente e impossibile da ignorare. Al tentativo di imporre il silenzio risponde una resistenza spontanea e collettiva, che nessuno riesce a controllare. Non serve essere grandi o avere una voce straordinaria per contribuire a un cambiamento: anche un suono minuscolo conta, quando si unisce agli altri. La musica diventa così speranza e libertà di espressione, il segno che il mondo è vivo. Al rumore della prepotenza non si risponde urlando più forte, ma continuando a suonare la propria musica. Il mondo è pieno di suoni e di voci che nessun incantesimo può spegnere, e le più ostinate sono proprio le più piccole.
La seconda faccenda che la strega ha sottovalutato è che la musica non vive soltanto nei concerti e nelle canzoni degli esseri umani. È presente anche nei suoni della natura: nella pioggia leggera, nel vento, nel fruscio delle foglie, nelle rane che gracidano.
Si lamenta la strega
«Qui dovunque mi giro
mi ritrovo davanti
del mondo il respiro»
La musicalità del libro passa anche dalle rime. Come in altri libri di Tessaro, sono irriverenti, divertenti, profonde, evocative e sorprendenti. Giocano con accostamenti buffi come «maleficio» e «dentifricio» e hanno un ritmo che si presta benissimo alla lettura ad alta voce. È un albo ideale per riprodurre i suoni con la voce, con gli oggetti di casa o persino con veri strumenti musicali. Invita anche all'ascolto: possiamo fermarci su una pagina e provare a riconoscere i suoni del mondo che ci circonda.
La narrazione alterna la voce di un narratore alle parole della strega, che racconta ciò che le piace (i rumori), ciò che non le piace (la musica) e la sua volontà di far sparire tutte le note. Il narratore racconta poi come il piano viene messo in atto e come la natura si ribella. L'unico altro personaggio a prendere la parola è un ragnetto, che spiega senza mezzi termini alla strega come stanno le cose.
La strega è la protagonista del libro, ed è anche la cattiva della storia. A opporsi a lei non c'è un eroe, ma un coro: il tarlo, gli insetti, il bosco, la pioggia e il ragnetto. Seguiamo la storia dal punto di vista della strega e percepiamo continuamente lo stacco tra ciò che dice e ciò che noi pensiamo del mondo e della musica. È una cattiva con la «C» maiuscola, tanto per quello che dice quanto per quello che fa. Anche l'aspetto è proprio quello della strega cattiva: pelle verde, vestiti neri, nasone, unghie a punta, denti storti e pipistrelli al posto dei fiocchetti sulle scarpe. Il gatto nero è sempre dalla sua parte e ne amplifica i sentimenti.
Sono troppo contenta
me lo gusto davvero
questo brutto prodigio
questo mio sogno nero
Alla fine la strega non cambia apertamente idea e forse non viene nemmeno sconfitta. Eppure l'ultima doppia pagina, con un concertino di animali in piena regola, ci fa pensare che il suo atteggiamento sia cambiato almeno un po'. Non sappiamo se le note e le sale da concerto torneranno, ma per ora possiamo goderci (o immaginare) un'eccentrica melodia suonata e cantata da scoiattoli, paperette, ranocchie, conigli al contrabbasso, fiori alla chitarra e una bambina con il tamburo.
Le illustrazioni sono realizzate con un collage di carte dipinte, ritagliate e sovrapposte, arricchite da tratti di pastello che danno a ogni superficie una texture viva. La strega è tutta angoli, con mani enormi che occupano intere pagine e un vestito nero che si allarga come un'ombra. Il mondo, invece, è colorato e sgargiante. Particolarmente carine sono le boccucce degli insetti e degli animaletti che cantano, capaci di restituire visivamente proprio l'idea di un coro di bambini.
Gek Tessaro è nato a Verona nel 1957. Maestro d'arte, autore e illustratore, ha inventato il teatro disegnato: spettacoli in cui racconta le sue storie dal vivo, disegnandole su una lavagna luminosa, a metà strada fra il pittore di scena e il cantastorie. Nel 2010 ha vinto il Premio Andersen come miglior autore completo e l'anno successivo il Premio nazionale Nati per Leggere con Il fatto è. Con Lapis ha pubblicato molti libri, fra cui I bestiolini, Dimodoché, Buchi e bruchi, La città e il drago, Il viaggetto del ragnetto e Il mare rubato. In Facciamoci sentire ritroviamo tutte le sue qualità: il gusto per la parola che suona, il segno deciso del collage e la capacità di raccontare cose serie senza mai appesantirle.
Facciamoci sentire è una fiaba musicale sulla resistenza della vita e sul potere delle voci che, insieme, riescono a diventare più forti. È anche un'ode alla musica: quella dei grandi concerti, fatta di note e strumenti, ma anche quella dei cori spontanei, delle gocce leggere di pioggia e del tenue soffiare del vento, che diventa il respiro del mondo. Un albo che parla anche ai genitori, nei momenti rumorosi di ogni giorno: chi non si è mai sentito un po' strega, desideroso soltanto di silenzio? Eppure quel coro di piccolini ci ricorda che la musica è vita e che è bello averla tutta intorno a noi. Un incoraggiamento a tutti i bambini che si fanno sentire.
Cinzia Ferrero ·
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